Neve

Non c'è niente di meglio che svegliarsi la mattina e trovare il paesaggio imbiancato.
Non so voi, ma a me la neve piace molto, soprattutto vederla cadere lenta e delicata da dietro la finestra.
Se poi se ne posa abbastanza per poter fare una bella battaglia a palle di neve è ancora meglio >_<.
Quando tutto è innevato, è come se il panorama assumesse un'altro aspetto.
Come se d'un tratto mi ritrovassi in un mondo fantastico pronto ad offrirmi mille avventure.
Ritorno quindi bambina, e i miei pensieri si semplificano come il paesaggio che mi si presenta dinanzi.
E' davvero una bella sensazione......
Inoltre domani scuole chiuse e quindi me ne stò a casuccia al calduccio.

The Fall

The Fall è un film del 2006 diretto da Tarsem Singh.
Los Angeles, a cavallo fra i Dieci e i Venti del secolo scorso. In un ospedale, uno stuntman ricoverato in seguito a un incidente, depresso a causa della possibile paralisi e di un amore andato male, e con una certa simpatia per la morfina, incontra una bambina con un braccio rotto. Nel tentativo di attirarne le simpatie e convincerla a rubare droga dall’infermeria, il potenziale suicida comincia a raccontare alla bambina una storia fantastica avente come protagonisti cinque eroi che cercano vendetta contro il potente e malvagio Governatore Odious. Cercando di non contraddire mai la piccola, l'attore cambia i particolari della storia quando vede che il suo pubblico non li gradisce. Nella mente della ragazzina fantasia e realtà si confondo sempre di più fino a quando...
Elogio alla fantasia, ecco cosa ci aspetta.
Ma badate, fantastico non è sinonimo di fiabesco.
L'emozione visiva è sicuramente prevalente, la fotografia eccellente e i costumi fortemente caratterizzanti.
Ma ciò che davvero colpisce è la scenografia, in cui tutte le location sono "incredibilmente" reali (trasportandoci in giro per il mondo).
Le inquadrature esaltano alla perfezione la bellezza dei luoghi e l'equilibrio dinamico delle azioni.
Purtroppo la narrazione talvolta singhiozza ed alcuni passaggi tra la realtà e il racconto immaginario a momenti non sembrano legarsi bene.
Comunque quello che alla fine resta è la contrapposizione tra il pessimismo e cinismo del protagonista, che ormai non ha più forza e ragioni per voler vivere o sperare nella felicità, e la voglia di avventura e di assaporare la vita di Alexandria, che remore da esperienze di vita dure cerca l'affetto e la felicità nel ropporto con gli altri e nell'immaginazione.
Interessante anche la miscela di personaggi e riferimenti pluriculturali magistralmente e armonicamente combinati.
Affascinante la sequenza finale con acrobazie degli stuntman degli albori del cinema (anche se il monologo di sottofondo ne rovina la magia).


Di seguito vi propongo la scena della "Danza Rituale" (vediame se indovinate quale film mi ricorda...)

Premio Libser Blog

Ringrazio infinitamente Jul per aver assegnato al mio blog questo premio inaspettato quanto gradito e vi invito vivamente  a visitare il suo blog Sakura Kiss.
Come vincitore devo svolgere i seguenti compiti:
  1. il ricevente dovrà ringraziare la persona che l'ha premiato e linkarne il blog;
  2. copiare ed incollare nel proprio blog l'immagine del Liebster Blog;
  3. scegliere a sua volta cinque blog meritevoli che abbiano meno di 200 iscritti;
  4. avvisare i vincitori del premio ricevuto.
In merito al punto 3 ecco i blog che premio:

Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute

Oggi, nel Giorno Della Memoria, desidero parlarvi di Ausmerzen. Esempio di teatro sociale (Scritto da Mario e Marco Paolini e presentato da quest'ultimo), ci apre ad una verità storica da troppo tempo messa da parte: i crudeli esperimenti di eugenetica condotti dai nazisti ai danni dei malati psichici e dei disabili fra il '34 e il ‘45.
Marco Paolini ci accompagna attraverso la cronaca in quella che è stata la prova generale del successivo sterminio degli ebrei.
Documenti ufficiali attestano, con freddezza univoca, come abbiano prima sterilizzato e poi sterminato con la complicità di medici, infermieri, burocrati, ostetrici e psichiatri almeno 400 mila handicappati, disabili, ritardati mentali e pazzi con lo scopo di "purificare il sangue della nazione" e soprattutto risparmiare nel bilancio della sanità sulla pelle di persone considerate improduttive, “mangiatori inutili”.
Non c'è lieto fine e, certo, l'amaro scende fin dentro lo stomavo, ma vale la pena di essere visto per non dimenticare.

Ausmerzen è il verbo tedesco che indica lo "sradicare" e se lo pensiamo riferito a degli esseri umani già possiamo percepirne l'intrinseca violenza. "Questo lavoro - scrive Paolini - è frutto di due anni di ricerche, di incontri con testimoni e con specialisti". Non è una vera e propria narrazione, ma "la cronaca di una storia di cui pochi sanno moltissimo e molti non sanno nulla". Fra le fonti che i fratelli Paolini hanno consultato per mettere a punto questo "documentario teatrale" c'è anche la testimonianza di Alice Ricciardi von Platten, una dottoressa tedesca che assistette al processo di Norimberga celebrato nel 1946, quello in cui furono condannati molti gerarchi nazisti ma anche tanti "comprimari", non meno colpevoli dei primi ma infinitamente meno noti.

Lei e il suo gatto

 Cortometraggio (5 minuti circa) del 1999 di Makoto Shinkai.
Assolutamente amatoriale (anche se non sembra), realizzato da Shinkai col solo ausilio del computer e della sua arte, è un piccolo gioiello di animazione.
In poco tempo e con gli occhi di un gatto, si parla del mondo intorno a noi e di amore incondizionato fra lui e la sua padrona.
Il bianco e nero e la musica accompagnano timidamente il racconto del gatto che, poetico e commovente, ci apre ai sentimenti.

Bellissimo......


Quest'opera di debutto ha conquistato diversi premi internazionali nella sua categoria, come il gran premio del DoGA CG Animation del 2000.
Nell'edizione italiana, allegata al DVD della sua opera successiva e più conosciuta "La voce delle stelle", il doppiaggio italiano è sovrapposto a quello giapponese. Nell'edizione originale, il gatto è doppiato dallo stesso Shinkai mentre la donna dalla sua fidanzta.
Ed ecco altri tre quadreti, sempre dedicati ai miai familiari.
Per mio fratello un bel pettirosso, per mia sorella una rana e per mia madre un pappagallo.
Il pettirosso e la rana mi piacciono in modo particolare, voi che ne dite?

Concerto per piano n°2

RachmaninovConcerto per piano N° 2

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Do minore, è il più popolare ed eseguito dei quattro concerti per pianoforte del compositore russo Sergej Rachmaninov (lo possiamo ascoltare, anche se in minima parte, come sigla del programma televisivo "La Storia Siamo Noi").
Eseguito per la prima volta dallo stesso autore alla "Sala della nobiltà" di Mosca il 15 settembre del 1900, ebbe un immediato favore di pubblico.
La composizione si divide in tre movimenti: Moderato; Adagio Sostenuto; Allegro Scherzando.
Consiglio vivamente tutti di ascoltarlo, poichè l'essenza eroica e malinconica di questa perla della musica classica sono un'esperienza difficile da dimenticare.
Di seguito vi propongo l'inizio del Primo Movimento.
Buon Ascolto. ¯
 

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